15/07/2009 0.04.00 - GRADOLI |
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Niente, non c’è nulla neanche sotto la terra dove i cani, di un’associazione specializzata che collabora con le forze dell’ordine, portati dai Ris dei carabinieri di Roma sembrava avessero fiutato qualcosa, questi si muovevano sempre in una direzione, quindi un pomeriggio intero a scavare buche dove sembrava dovessero emergere i resti delle scomparse, invece niente.
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Una giornata di nuova dedicata alle ricerche nella casa sotto sequestro di proprietà di Paolo Esposito, il convivente di Tatiana Ceoban, con lei la figlia Elena , entrambe scomparse da due mesi e di cui non si riesce a trovare nessuna traccia. Ieri mattina quindi, per cercare di dare una svolta definitiva alle indagini, sono arrivati gli uomini del Ris di Roma , con loro il gruppo cinofilo addestrato in modo particolare a fiutare il sangue umano, cani che riescono a capire se in punto c’è una traccia ematica anche senza che si veda. Ai due segugi è stato fatto fiutare un vestito di una delle donne scomparse, i cani si muovevano come trottole, alla fine però puntavano sempre su una parte del terreno, in uno spazio a pochi metri della casa. I carabinieri allora hanno chiamato una ruspa che ha iniziato a fare buche proprio dove i cani si fermavano più volte. Altri militari del reparto investigativo speciale intanto ripassavano al setaccio l’interno della casa dove furono rinvenute al ‘luminol’, nella precedente operazione, delle tracce di sangue in cucina, attribuite alla Tatiana. Un lavoro lungo e minuzioso che a tratti è stato seguito anche dal sostituto procuratore Renzo Petroselli. Nel pomeriggio è arrivata sul posto accompagnata dal marito Roberto, la zia di Tatiana, Olga Ceoban che vive a Bracciano. Si è incontrata faccia a faccia con il padre di Paolo Esposito e gli ha chiesto dove sono le donne. “Mia nipote non sarebbe mai andata via senza far sapere niente alla mamma e anche a me- ha raccontato la donna- non si sarebbe mai allontanata senza un motivo, eravamo una famiglia unita, se l’hanno ammazzate dicessero dove hanno messo i corpi”. L’avvocato Valentini che segue il caso per Esposito ha invece confermato che nulla è stato trovato e a suo giudizio niente sarà trovato. Ora si va verso la prova irripetibile, vale a dire quella del computer, si dovrà accertare se veramente Paolo Esposito era davanti al pc la sera quando le due donne sono scomparse. Un giallo in piena regola che viaggia sul filo degli indizi, che ha visto finire in galera un uomo, Paolo Esposito, con l’accusa di aver ucciso le due donne. Si ma dove sono i cadaveri? Chi li ha nascosti? Il padre dell’accusato continua a ripetere che se ne sono andate via e che sono già nella loro nazione, la Moldavia o addirittura in Russia. Anche su questo particolare però i riscontri sono zero.
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